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Home Pensieri liberi No alla diminuzione degli stipendi dei consiglieri comunali. Il giorno in cui mi trovai d'accordo con Lorenzo Sospiri.
No alla diminuzione degli stipendi dei consiglieri comunali. Il giorno in cui mi trovai d'accordo con Lorenzo Sospiri.
Scritto da Roberto Ettorre   
Sabato 21 Gennaio 2012 18:39
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Consiglio comunale di PescaraNon ho motivi particolari per essere in accordo con Lorenzo Sospiri. Milita in un partito che, per quanto mi riguarda, ha contribuito allo sfaldamento sociale, etico e politico di questo paese. Per lui non nutro neanche particolari simpatie, eppure qualche tempo fa, in un consiglio comunale a Pescara, io, seduto tra il pubblico, a momenti lo applaudivo. In discussione era la mozione presentata dall'esponente dell'Italia dei valori: Fausto Di Nisio il quale proponeva un taglio del 30% delle indennità di Sindaco e consiglieri. A prescindere dalla diatriba innescata riguardo la legittimità amministrativa dell'atto, che peraltro a me interessava davvero poco, ero piuttosto interessato al dibattito surreale al quale stavo assistendo riguardo la liceità politica di quell'atto.


Facciamo due conti: un consigliere, partecipando a tutte le commissioni, riesce a stento ad arrivare a una cifra di circa 1.200€. Vi sembra troppo? Vi sembra uno stipendio da privilegiato della casta? Ora, fermo restando che effettivamente i costi della politica andrebbero rivisti, ma a quale rischio ci esponiamo se facciamo passare il messaggio che, in fondo, gli stipendi dei consiglieri sono un inutile spreco e che farebbero bene a ricevere al massimo un rimborso spese? Vedete, io sono un socialdemocratico, nel mio sangue, nella mia cultura, abita ancora la lotta per avere un parlamento che rappresenti tutti con dentro studenti, precari e lavoratori di ogni ordine e grado.

Prima del fascismo il parlamento e i consigli comunali erano luoghi riservati alla borghesia o ai rappresentanti dei grandi possidenti. Il fatto che adesso chiunque possa sedere su quegli scranni è una conquista che parte dalla rivoluzione francese e grazie alle lotte riesce ad arrivare fino a noi. Se da domani tutti gli emolumenti venissero aboliti, i luoghi della decisione tornerebbero immediatamente in mano ai rappresentanti delle lobby, dei grandi imprenditori e della borghesia. Uno studente universitario, una precaria, un "libero professionista" con la partita iva che in realtà ha un rapporto di lavoro subordinato, chi di questi potrebbe dedicarsi alla politica all'interno di un consiglio comunale o della camera in pratica gratis?

Svuoteremmo le assemblee di ogni loro rappresentatività e torneremmo indietro di centotrent'anni. Quel giorno, Lorenzo Sospiri, difese le ragioni della sinistra del 19° secolo, esponendo tesi condivisibili riguardo il voto contrario alla mozione di Di Nisio, e io fui d'accordo con lui.

Ultimo aggiornamento Sabato 21 Gennaio 2012 18:49