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Home Pensieri liberi Il punto di Massimo Dopo Elena il diluvio
Dopo Elena il diluvio
Scritto da Massimo Giuliano   
Martedì 21 Febbraio 2012 11:36
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Massimo GiulianoMi trovo perfettamente d'accordo con l'ultimo editoriale di Vincenzo D'Aquino. Nella sua rubrica "Sessanta secondi", il direttore di Intercity sottolinea una cosa che a me personalmente, preso dai casini con il maltempo e da mille altri pensieri, era sfuggita. Lo dico con sincerità. Ebbene, ho letto la nota di Vincenzo (pubblicata anche su Facebook) e ho avuto un piccolo sussulto, esclamando: "Caspita, è vero. Ha ragione". Che cosa è successo? Semplice: D'Aquino ci ricorda che da più di un mese Pescara è senza assessore comunale alla cultura, in quanto - a seguito delle dimissioni di Elena Seller - non è stato ancora nominato un successore. Volendo fare una battuta, potremmo dire: "Dopo Elena il diluvio". Peccato che ci sia poco da ridere, e D'Aquino ce lo fa giustamente notare.


Vi riporto le sue stesse parole: "Che gli interessi della cittadinanza e della cultura passino in secondo piano rispetto alle ragioni dei partiti (leggi “valzer delle potrone”), è cosa grave.

Che il fondatore di “Pescara Futura”, Carlo Masci, riferendosi anche agli altri due assessori appartenenti alla sua lista civica, Stefano Cardelli e Barbara Cazzaniga, parli di “dimissioni che rappresentano un segnale forte a tutti coloro che pensano che la politica venga utilizzata per interessi personali, noi siamo pronti a fare un passo indietro quando è necessario”, è un’affermazione che farebbe sorridere se non facesse piangere, tanto è lontana dalla realtà. Che una città come Pescara resti per tutto questo tempo senza un assessore alla cultura, infine, è semplicemente inaccettabile. Andarsene ha sempre avuto una sua bellezza. Mollare tutto, sparire, esiste tutta una letteratura e un’epica della ritirata, del chiudere la porta senza sbatterla e uscire. In questo caso, è rimasta soltanto la sedia vuota. E nell’indifferenza generale, segno di un’ulteriore sconfitta: quella che si verifica quando le tue sconfitte non le notano neanche più".


Io, indirettamente, sono la conferma e la testimonianza di ciò che sostiene Vincenzo, dal momento che - appunto - non mi ero accorto di questa mancanza, di questa lacuna. Non voglio farne una questione politica; non mi interessa evidenziare che Elena Seller sia stata quasi "costretta" alle dimissioni facendo parte di uno schieramento (Pescara Futura, come detto) che a un certo momento ha imposto un cambio della guardia ai suoi rappresentanti in giunta. Mi preme, invece, sottolineare che una città come Pescara, dove da sempre si discute di cultura, e dove proliferano le manifestazioni - appunto - culturali, tra le quali cito a mo' di esempio il Festival delle Letterature (e ci mettiamo in mezzo anche il Festival dannunziano, proprio per fare riferimento a un'iniziativa di questa amministrazione), bene, una città come Pescara, dicevo, non può permettersi di lasciare vuota la sedia di una delle deleghe più importanti. Ora è anche nato un gruppo Facebook: "E' rimasta la sedia vuota". In fondo, non chiediamo tanto: solo che il sindaco nomini al più presto un nuovo assessore.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 01:55